L’ultima riga delle favole


Ho apprezzato molto questo libro, nonostante arrivo da una lunga serie di letture simili, che quindi mi hanno leggermente “appesantita”. I temi sono sempre quelli della ricerca e accettazione dei propri “limiti” per diventare finalmente: liberi. Liberi di amare, liberi di essere, liberi. Spiega la paura di amare e la paura di soffrire dopo una vita difficile segnata da molte amarezze, ma anche l’input a rimettersi in gioco amando soltanto, senza aspettarsi nulla ne’ di brutto ne’ di eclatante. “ Se la personalità è una serie ininterrotta di gesti riusciti,per la prima volta ebbi la sensazione di possederne una “. Il protagonista, Tomàs, è una persona apatica che guarda la vita da spettatore, è allergico alle relazioni umane, si autocensura in nome di un trauma vissuto da piccolo che gli ha reso impossibile diventare adulto. Per smuovere la sua situazione, Gramellini gli fa fare un viaggio “da favola”. Il ritmo del romanzo è un po’ lento, ma la scrittura è asciutta, poetica, scorrevole e quindi ne risulta velocizzata.
Probabilmente non è la sua opera migliore, soprattutto ai miei occhi che non riescono ad apprezzare come si dovrebbero i “voli” della fantasia.


“Se vuoi fare un passo in avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo.”


Una lettura che in questi periodi autunnali si addice e che nelle giornate piene si vuol cercare qualcosa di semplice e non impegnativo.

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.