The ballad of sexual dependency


Ho tra le mani questa raccolta fotografica, non so quante volte io l’abbia sfogliata, eppure ogni volta è come fosse la prima. Sarà sempre la prima. Perché gli scatti di Nan Goldin sono così potenti, così veri, che anche quando credi di aver imparato a difenderti, loro ti colpiranno con la stessa forza di un gancio ben assestato. Nan Goldin (Washington,1953) è una fotografa statunitense, la quale usa la macchina fotografica come una vera e propria estensione del suo braccio.

Ciò le ha permesso di realizzare una raccolta incredibile di scatti inediti, sinceri e incisivi, di quella “gioventù bruciata” che negli anni 70/80 raramente vedevi alla luce del sole. Una fotografia istintiva che riflette una realtà cruda, mostrata senza filtri, senza pose e senza sorrisi forzati. “The Ballad of Sexual Dependency” è una raccolta fotografica tratta dall’omonima mostra che vidi alla Triennale di Milano nel 2017 (a chi interessasse, il libro è ancora acquistabile online). L’installazione prevedeva un video della durata di 1 ora in cui le foto scorrevano senza un vero e proprio filo logico, accompagnate da una serie di una canzoni scelte dalla fotografa stessa. Il libro ovviamente presenta una quantità minore di foto, ma l’impatto emotivo che hanno non cambia.

The ballad of sexual dependency

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