Sulla sponda del fiume Piedra mi son seduta e ho pianto

Di  Paulo Coelho

“So che l’amore è come le dighe: se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua, a poco a poco questo fa saltare le barriere. E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare la forza della corrente. Se le barriere crollano, l’amore si impossessa di tutto. […] amare significa perdere il controllo. No, non posso lasciare alcuna breccia […] chi è in grado di domare il proprio cuore, è capace di dominare il mondo.”


Il libro narra la storia di Pilar, una giovane ragazza di Soria, che svolge la sua vita come tante altre, immersa nello studio e nella speranza di costruire un avvenire sicuro. La sua vita cambia quando riceve una lettera da parte del suo amico di infanzia, nonché primo amore, che la invita ad assistere ad una conferenza che avrà luogo a Madrid. In questi undici anni in cui sono stati distanti, lui si è avvicinato a Dio, sta percorrendo la via della santità ed è in grado di “compiere miracoli”. Dopo l’incontro, Pilar inizierà a percorrere – sebbene con riluttanza – un nuovo cammino che la porterà a scoprire l’importanza di capire il bambino nascosto dentro di noi, a fare dei “passi folli” e ad essere nuovamente partecipe all’interno del mondo. Ma soprattutto, scopre l’importanza del vero amore che è un atto di totale abbandono. Grazie a lui, Pilar smetterà di lottare contro il suo cuore, di prevedere e controllare sempre tutto, e riscoprirà assieme all’amore anche la fede perduta.


“Sono qui in questa camera, lontano da tutto ciò a cui sono abituata, parlo di cose per le quali non ho mai provato alcun interesse e passo la notte in un paese dove non ho mai messo piede prima. Posso fingere, per alcuni minuti, di essere diversa.”


Ella combatte costantemente contro l’Altra, ovvero, colei che le hanno insegnato ad essere. L’Altra pensa che sia compito degli esseri umani trascorrere la vita pensando al modo di accumulare denaro per non morire di fame da vecchi; tanto pensa e tanto progetta. L’Altra controlla e schiavizza quello che dovrebbe essere sempre libero: i sentimenti. L’Altra è dura perché debole, fredda perché timorosa. Ha paura di amare e, di fatto, non ama. L’Altra conosce tutto, ma non conosce i segreti del cuore.

Altra interessante allegoria del mondo moderno: la costante lotta tra quello che sappiamo e quello che sentiamo. Si fa sentire, ancora una volta, il tema del doppio, il trovarsi in bilico tra due fazioni opposte, tra due estremi. Come si fa a capire cosa seguire quando si è terribilmente scettici? Come si può pretendere di raggiungere un qualche equilibrio a causa di uno scetticismo dilagante, in cui non si ha un’opinione ben radicata, ma si mette costantemente in dubbio qualsiasi cosa?

“Essere o non essere, questo è il dilemma!”

A cura di Albina Lucania

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