Shonin-ki

Di Natori Masazumi

Tempo fa Tea Pecunia mi recapitó questo libro, ma presa da studio, lavoro e altri pensieri è stato messo da parte e la recensione è passata in secondo piano. Poi ieri sera mentre facevo la valigia per partire l’ho preso distrattamente fra le mani e senza pensarci messo in borsa.
In treno che avevi preso era delle 6.15 del mattino quindi vi lascio immaginare che avendo fatto colazione alle 4 appena il treno era partito avevo già digerito la colazione e nell’aprire il mio zaino e prendere la deliziosa torta fatta da mia cognata ho preso tra le mani il libro e mentre davi un morso alla torta di mele divoravo il libro…
Sarà stata la sensazione di associazione nella mia testa ma la torta di mele mi ha riportato subito al viaggio che stavo per intraprendere, la stessa torta che quando ero piccola mi preparava mio nonno ora ero in viaggio verso quelle mete per altri motivi ma portando una parte della mia famiglia con me…
E guarda un po’ il libro parlava dei combattimenti, di come affrontare le situazioni, dell’arte del ninja… stavo leggendo come affrontare una parte della mia vita proprio in quell’istante.


Lo «Shonin-ki» è uno dei capolavori del “ninjutsu”, uno dei quattro “hi densho”, i documenti di trasmissione segreti scritti dai ninja. Insieme rappresentano l’insieme delle conoscenze di tutte le scuole di “ninjutsu”. Fu scritto nel 1681 da Natori Sanjuro Masazumi, un samurai di alto rango divenuto maestro ninja, che guidò uno dei più importanti clan ninja del Giappone antico, la Scuola Natori. Da sempre avvolti da un alone leggendario, i ninja sono stati considerati i custodi di tecniche segrete e letali, dotati di poteri quasi soprannaturali. Il cuore del “ninjutsu” sta nell’osservare, spiare, prevedere e fermare il pericolo. Oltre all’attenzione e all’astuzia, il ninja deve essere motivato da una totale determinazione, che gli permetta di adattarsi a ogni situazione e di avvalersi con efficacia e discernimento di stratagemmi. Il “ninjutsu” non è solo un insieme di tecniche adatte alla guerriglia: la sua essenza dimora nella costante vigilanza e nella capacità di trovare una via d’uscita e di sfruttarla, nella flessibilità e nel mantenimento della forza forza plasmante della resistenza. Questa è resilienza. Resistenza, perseveranza, autodisciplina, resilienza: questo ci trasmettono i ninja, ci insegnano ad affrontare le difficoltà e a rispondere a situazioni pericolose attraverso l’addestramento fisico e mentale, avvalendoci di armi convenzionali con strategie che non lo sono, in una parola ci insegnano la sopravvivenza. Una disciplina che ci è poi d’aiuto anche nella nostra vita quotidiana.


Grazie a Tea per il libro e per il viaggio e le riflessioni che mi ha portato a fare. “Non farti coinvolgere troppo dalle cose. Rimani irretito in un problema perché non riesci a lasciare andare, ma sei ansioso di ottenere solo il tuo beneficio. Dovresti mantenere retta la tua mente e stare lontano da queste sciocche preoccupazioni.”

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