Sam Savage

Firminio

Un povero topolino nato in una libreria americana è il 13 esimo di una figliolata ma la madre non lo nutre e rimane escluso dal nutrimento; così per sopravvivere e procacciarsi del cibo decide di mangiare dei libri. Scopre che i libri sono belli e buoni e diventa un vorace lettore… il finale però è tragico e malinconico.
La vicenda di Firminio è creata per invogliare a leggere ed amare la lettura . Il nutrimento dai libri è una metafora su come i libri possono essere cibo per la mente.


Personalmente non ho adorato il libro ma sicuramente le tematiche affrontate possono essere un ottimo spunto per intraprendere la lettura.
Malinconia e solitudine, l’isolamento di un topo intrappolato in un corpicino minuto che sogna e progetta,la necessita’ di affetto che incombe, così come il tema dell’abbandono.


” I ratti non hanno lacrime. Asciutto e freddo era il mondo e bellissime le parole…”


Tutto il sapere del mondo è racchiuso nei libri e questo topo anomalo, lo impara presto, anche se non potrà mai comunicarlo a nessuno, ma questo non lo scoraggerà dal continuare a leggere. È sicuramente un quadro della società di oggi , in cui i divoratori di libri sono sempre meno e per questo tante realtà pian piano vanno scomparendo. Romanzo breve ma intenso pieno di citazioni.

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