Notti bianche

Un sognatore, isolato dalla realtà e da qualsiasi rapporto di amicizia, durante il suo vagare notturno incontra Nasten’ka, una giovane fanciulla che risveglia in lui un forte sentimento di amore. Il romanzo si svolge in quattro notti, durante le quali i due si aprono l’uno all’altro.
Il protagonista rivela tutto il suo distacco dalla realtà, il suo mondo fatto di fantasticherie.


Il tema del sogno e della solitudine sono predominanti all’interno del racconto, così come l’introspezione, l’autoanalisi, l’amore visto dagli occhi di un sognatore… come qualcosa di illusorio e trascendentale.
L’opera, nonostante il periodo in cui è stata scritta, è più attuale che mai. L’alienazione e l’evitamento sono due comportamenti molto frequenti nella società odierna.

L’incapacità di aprirsi totalmente perché considerati folli, “strani“, talmente si è perso il contatto con la realtà circostante. Spesso con le persone tendiamo ad aizzare muri sempre più alti, a fortificare i nostri scudi, ad indossare maschere anche perché si è tante maschere. Il sognatore è un fantasma che si aggira nelle vite degli altri, un osservatore che scruta, analizza, disfa e trasforma, che preso dalle sue fantasticherie spesso si dimentica di ciò che ha davanti oppure neanche gli interessa, preferendo i suoi sogni alla compagnia dell’altro. Una persona che conosce tutti ma che nessuno conosce.


“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale, perché mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perché, dopo le mie fantastiche notti, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!” 

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