Nel contagio

Paolo Giordano

In questa foto non c’è nessun libro. C’è solo un’ottima mossa commerciale che ha le sembianze di un libro.

Qualche settimana fa pubblicai delle Storie in cui parlavo del fatto che parecchi scrittori si stavano mobilitando per commentare il periodo che stiamo vivendo, e la fretta di essere i primi a fare riflessioni vagamente sensate li portava a dire enormi cazzate. Ecco. Il “libro” Nel contagio di Paolo Giordano è esattamente questo.

Ma non dico nulla di nuovo. In fondo anche Paolo stesso non l’ha definito un libro, ma piuttosto una “raccolta di riflessioni”, dimenticandosi di specificare che queste sono profonde più o meno quanto una pozzanghera. Se qualcuno ha davvero bisogno che una pandemia globale gli venga spiegata attraverso una metafora su delle biglie, allora credo proprio che il Covid non sia l’unico problema.

Ma sì, ho speso 6.99€, non me ne pento. Sto aiutando la casa editrice Einaudi, che se arriva a pubblicare tale cosa, per giunta tra le “vele“, allora dev’essere proprio in difficoltà. Inoltre Paolo destinerà i proventi delle royalties alla creazione di due borse di studio presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Ottima scelta ! Così Paolo, sicuramente conscio di cosa ha scritto – o meglio, di cosa NON ha scritto-, si è salvato il nome, la carriera e parte dei suoi amici letterati.

Per concludere, Einaudi può vantare di aver pubblicato il primo libro che parla di questo periodo storico, Paolo Giordano è ritornato a far parlare di sé… e vissero tutti felici e contenti.

Io intanto me ne sto qui, a rimpiangere il libro di Giulia De Lellis, che almeno non aveva la pretesa di essere la riflessione più profonda sulla nostra attuale condizione umana. (Nelle foto vi lascio parte dell’articolo scritto da Nicolò Locatelli per Pangea)

Nel Contagio

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