L’ospite inquietante

Umberto Galimberti

L’ospite inquietante


L’Ospite Inquietante


Anche se in corso il Giveaway in questi giorni non poteva mancare una recensione su un tema sempre attuale e su un autore che negli anni ho dovuto rivalutare.
Chi conosce Galimberti? Beh per chi non lo conoscesse non è mai troppo tardi, ricordo di aver letto e studiato di lui ai tempi delle superiori grazie ad una professoressa che non mi fece appassionare ahimè. Tanto che dopo anni ho ripreso il libro tra le mani e l’ho rivalutato.
“L’ospite inquietante” è una penetrante e lucida indagine sulla condizione giovanile.


Oggi i giovani stanno male, dice Galimberti, non per le crisi esistenziali ma perché tra di loro si aggira un ospite inquietante, il nichilismo, che “penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive e orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui”.
Galimberti prosegue nella sua acuta analisi degli altri fattori caratterizzanti la condizione dei giovani. Vengono passati in rassegna l’analfabetismo emotivo, l’inaridimento dei sentimenti,  il deserto emotivo, la mancanza di forza d’animo; e poi la pubblicizzazione dell’intimità, la seduzione della droga, con riferimenti alle varie specificità: eroina, cocaina, il gesto omicida e quello suicida, l’angoscia, la maledizione e l’insensatezza nichiliste.
Il nichilismo, la negazione di ogni valore, è anche quello che Nietzsche chiama “il più inquietante fra tutti gli ospiti”. Si è nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona.


Ma come uscire da questo cupo scenario, che è per Galimberti innanzi tutto un problema culturale, e non psicologico e sociale? Come andare oltre il nichilismo?


Non mi esprimo su questo saggio, sono curiosa di sapere voi cosa ne pensate.
Scrivetelo nei commenti.

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.