Le notti bianche

Fedor Dostoevskij

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Questo libro inizia con una citazione bella e impalpabile di Turgenev e poi, di slancio, subito dopo, ci sono le quattro notti, brevi e bellissime, dei due protagonisti. Lui è un sognatore solitario, lei la bella fanciulla delicata e fragile. Siamo a Pietroburgo e il nostro sognatore gira solo per la città.
“Le notti bianche” è un piccolo grande capolavoro di Dostoevskij . In assoluto uno dei suoi romanzi più belli. È un libro sulla solitudine, sulla necessità di comunicare, sulla voglia e il bisogno di amare, ma anche sulle proprie paure, sul timore di lasciare le proprie abitudini per quanto banali e odiose possano essere.


“Però, come la gioia e la felicità rendono bella una persona! Come arde d’amore l’animo tuo! Pare quasi che tu voglia riversare il tuo proprio cuore in un altro cuore, che tu voglia che tutto sia gaio e ridente! E com’è contagiosa questa gioia!”


“Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?”


Nonostante i sogni siano un rifugio dalla realtà che possiamo non sentire nostra, ci libera dalle convenzioni sociali e quando osserviamo qualcosa, l’inezia più comune, il fatto più insignificante assume un colore fantastico nella nostra mente; ma i sogni, abbiamo desiderio di viverli anche attraverso i nostri sensi.

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