Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie

di Lewis Carroll


“Ora, qui, per restare nello stesso posto, devi correre più velocemente che puoi. Se vuoi arrivare da qualche parte, devi correre due volte più veloce.”


Pezzi del mio cuore come le carte di cuori!


Frase celebre che ha accompagnata i momenti più duri da anni;accompagnata dal motto che al di là di Alice è sempre stato:

“Un sorriso fa fare il doppio di strada di un brontolio” B.P.


Seguito di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, “Attraverso lo specchio” ne riprende i personaggi e le ambientazioni fantastiche, pur in una chiave meno trasognata e più malinconica. Nel mondo a rovescio che Alice trova al di là dello specchio di camera sua, sei mesi dopo il suo primo viaggio nel paese delle meraviglie, è valida una sola regola: credere all’impossibile.


“Al contrario,se era così, poteva essere; e se fosse così, sarebbe; ma siccome non è, non è. E’ logico.”


Le carte da gioco si tramutano qui nei pezzi di una scacchiera; la sequela di imprevisti e trabocchetti in una sfrenata corsa tra filastrocche, poesie, giochi. E mentre Alice si muove sulla scacchiera, di casella in casella, impara a difendersi, a dire la sua, a entrare nel gioco dell’eccentrico e dell’incredibile, a capire e a simpatizzare con gli esseri stravaganti che incontra, allucinati ma ricchi di umanità.


Molto più difficile da leggere rispetto alla prima parte, per colpa del caos che accompagna tutta l’avventura di Alice attraverso lo specchio.


Una storia come questa, capace di suscitare grandi suggestioni, in mano ad un grande disegnatore è destinata ad esprimere potenzialità visuali immense.

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