L’altro siamo noi

Di Enzo Bianchi

Dià-lógos: parola che si lascia attraversare da una parola altra; intrecciarsi di linguaggi, di sensi, di culture, di etiche; cammino di conversione e di comunione. Il dialogo non ha come fine il consenso, ma un reciproco progresso, un avanzare insieme.

Sempre di piú la questione dell’immigrazione in Italia sembra diventata un’emergenza, ingigantita continuamente da drammatici fatti di cronaca. Sempre di piú si stronca ogni richiamo verso la solidarietà e l’ascolto dell’altro con un malcelato scherno, additandolo come «buonismo» pericoloso, denigrando le «anime belle» che credono nella forza del dialogo e della pace.

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Niente di piú sbagliato, secondo padre Enzo Bianchi: bisogna invece riconoscere che «essere straniero» è parte fondamentale dell’esperienza umana, al di là e al di sopra delle contingenze politiche e storiche, e che quando rifiutiamo di accogliere l’altro, stiamo rifiutando di guardare in noi stessi.


Come sempre capace di parlare a laici e credenti insieme, Bianchi propone un lavoro di apertura e ascolto nei confronti del diverso da sé, un lavoro faticoso ma prezioso che ciascuno può compiere nella propria interiorità, ma che dovrebbe essere intrapreso anche dalla società nel suo complesso, per evitare che il confronto tra persone divenga un muro contro muro tra identità violente.

Dovremmo leggere più libri come questo per capire il mondo attuale e come noi facciamo la differenza.

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