Il profumo del tempo

Qualche mese fa scoprii questo fantastico filosofo su un articolo dell @internazionale – Divorai due suoi libri in una giornata. Byung-Chul Han è nato a Seul e insegna alla Universität der Künste di Berlino. E’ considerato uno dei più interessanti filosofi contemporanei. Sue opere sono state tradotte in italiano. Per esempio “La società della stanchezza”, dalle edizioni Nottetempo; o, tra le altre, “Razionalità digitale. La fine dell’agire comunicativo”, da goWare.-


“Ciascuno ha solo se stesso, il proprio piccolo io.”-


Viviamo in perenne mancanza di tempo. Quasi in apnea, ci affrettiamo per poter fare esperienza di tutto quello che il nostro mondo iperproduttivo ci mette davanti. Accelerare per avere più tempo è diventato l’imperativo della nostra vita. Ma questa ‘epoca dell’affanno‘, in definitiva, ci rende ansiosi, stressati, disorientati. L’accelerazione della tecnologia e delle trasformazioni sociali non solo ha annientato lo spazio e la geografia stessa (ogni luogo è a portata di un clic o di qualche ora di aereo), ma ha atomizzato il tempo, lo ha frammentato in tanti ‘attimi presenti’ che si sostituiscono l’uno all’altro, che non conoscono più pause e intervalli, soglie e passaggi, e soprattutto non costruiscono più un’unica storia: la nostra. Perché questa disgregazione riguarda anche la nostra identità, che si impoverisce e si riduce, soffocata dalle proprie attività senza durata. Sono queste le riflessioni che Byung-Chul Han, il filosofo coreano che ama riflettere sull’uomo svelandone la situazione critica di fronte agli stimoli della società contemporanea, mette a fuoco in questo libro dal titolo seducente.

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Il profumo del tempo

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