I pesci non chiudono gli occhi

Erri de Luca

Mi passò anche le dita tra i capelli, mi studiava la faccia, le spuntava un sorriso poi di nuovo un bacio. Le mani si facevano carezze.
Da lassù, dalla cima dei baci si può scendere poi nelle mosse convulse dell’amore.


Erri De Luca – I pesci non chiudono gli occhi.


Il libro è ambientato presumibilmente in un’isola nei pressi di Napoli (la posizione esatta non viene mai specificata) e l’autore narra i suoi trascorsi di bambino di circa una decina d’anni. Quell’anno aveva incontrato una ragazza ed avevano cominciato a chiacchierare seduti sui gradini di una palafitta del bar. Da allora tre ragazzi invidiosi di Erri cominciano a perseguitarlo. Per difesa Erri decise di nascondere un riccio sotto la sabbia perché infilzasse uno dei tre ragazzi, cosa che puntualmente avviene. Dopo quell’episodio i tre ragazzi diventano sempre più agguerriti fino a massacrare Erri in spiaggia, costringendolo ad essere ricoverato in ospedale…

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“A dieci anni l’età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D’estate si concentra una fretta di crescere.Un uomo, cinquant’anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l’abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano.”


Questo è stato l’ultimo libro di mia madre che ho letto quando era ancora in vita.
Direi che rimarrà nella mia testa ancora per un po, avergli detto che è stato bellissimo leggere questo libro tutto d’un fiato, purtroppo lei difficilmente accennava un cenno di sorriso durante l’ultimo periodo di vita e quindi posso solo immaginare di averlo visto, ma non lo ricordo esattamente.

Scrivo questa recensione con molta nostalgia, nostalgia forse del tempo che non ho passato a sufficienza con lei. Forse perchè mi gira e rigira nella testa questo demone.

Erri de Luca – I pesci non chiudono gli occhi

Il libro è un ritorno alle origini, mi sono rispecchiato nel bambino, nel ragazzo, forse nello scrittore, nei luoghi e nelle esperienze.

Consiglio questo testo come quasi tutti i testi di Erri De Luca, un maestro della narrativa poetica

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