Non è la fine del mondo

Di Alessia Gazzola

Non è la fine del mondo

Emma lavora come stagista da circa tre anni in un’importante casa cinematografica, la “Fairmont” e il suo ruolo è quello di accaparrarsi i diritti per la produzione delle pellicole.

Un ruolo importante e anche faticoso, ma Emma ama il suo lavoro. Inoltre, dedica il suo tempo libero alle nipoti, di cui si prende cura come fossero figlie sue. Non può permettersi un affitto, visto il misero stipendio, e vive in casa con la madre, vedova, con cui spesso si confronta.

Legge senza vergognarsene gli Harmony e desidera un uomo che assomiglia ai protagonisti della serie. Ha un sogno, ovvero, acquistare un magnifico villino in cui va a rifugiarsi quando si sente triste, ma sa di non poterselo permettere né ora né mai, comunque ci spera. “Per me la felicità è composta dai seguenti elementi, ma tutti assieme concentrati, altrimenti non vale: bufera con folate di vento ululanti; una candela ardente; un romanzo rosa porneggiante rigorosamente ambientato in epoca regency; un divano, un plaid di pile; un pacco di biscotti……a salvarmi dallo stereotipo di zitella solo l’allergia ai gatti..” Da un giorno all’altro, però, Emma viene licenziata in tronco a favore di una sua collega che resta ancorata al suo lavoro grazie alle conoscenze ai piani alti e inoltre il suo amato villino viene acquistato per diventare un ristorante.

“E’ proprio in questo momento che sento il tuono della fine del mondo. Adesso si posso dirlo senza temere di esagerare, perchè quando perdiamo i nostri sogni è mille volte peggio di quando perdiamo qualcosa di reale. E’ quello il momento in cui non ci resta più niente.” Emma a questo punto si mette in gioco e comincia a spedire curriculum, purtroppo senza speranze. Proprio quando sente di aver avuto un colpo di fortuna ed aver ottenuto, tramite alcune conoscenze, un colloquio alla Waldau, Emma incrocia Pietro Scalzi, il produttore della Waldau, il quale, ci mette poco a liquidarla pensando che lei è la solita raccomandata.

Fino a quando non incappa, quasi per caso, in un negozio di abiti per bambini dove c’è bisogno di un’aiutante.

Il negozio è della signora Vittoria, una simpatica donna sulla settantina che cuce abiti artigianali per bambini. La signora Vittoria è una donna d’altri tempi che si perde nell’arte del cucire tra merletti, stoffe e filo.

Emma accetta il lavoro come apprendista sarta e Vittoria sarà per Emma, una persona speciale che con la sua saggezza la indirizza verso la strada giusta e soprattutto la sprona a credere nelle sue capacità.

Un giorno però tutto cambia, la società dove ha fatto la stagista per tanti anni la richiama e la Waldau di Pietro Scalzi la vuole con se.

Riuscirà Emma a trovare la sua collocazione nel mondo del lavoro? Saprà giostrarsi tra le tante difficoltà che si incontrano nella vita? E soprattutto saprà cogliere le opportunità che improvvisamente le piombano addosso grazie a un pizzico di fortuna e alla sua tenacia?

Immagine del profilo di librinmente

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.