Honeymoon

Di Banana Yoshimoto

“Quando si fa la stessa cosa per molto tempo, si crea una strana profondità. I nostri sorrisi ne sono un perfetto esempio. In un attimo siamo attraversati da una comunicazione così profonda che è impossibile immaginare qualcosa di più nuovo e più bello.”

Manaka, ventitré anni, è cresciuta in una casa circondata da un grande giardino, a pochi passi dalla casa di Hiroshi che, dopo essere stato il compagno di giochi dell’infanzia e l’amico intimo dell’adolescenza, è diventato suo marito. La loro vita sembra procedere senza scosse fino alla morte del nonno di Hiroshi con cui il ragazzo ha sempre vissuto, dopo essere stato lasciato da entrambi i genitori che avevano deciso di far parte di una setta religiosa in America. Nel mettere a posto la casa del nonno, emergono particolari che gettano una luce sinistra sullo spirito della setta e che spiegano le angosce da cui Hiroshi è talvolta sovrastato.

Sicuramente la trama passa in secondo piano rispetto alla descrizione del giardino e dei vissuti dei protagonisti.
Dal titolo Honeymoon si comprende da subito che si tratta di una coppia di amanti, “luna di miele”.

In maniera minuziosa e leggera, l’autrice tratta il tema dell’amore e della morte, il primo basato su una profonda conoscenza della anime. Non si parla di un amore pieno di passione o carnale ma più di un’unione di anime, di comprensione e di rispetto. Il secondo tema dà vita in un certo senso al rapporto intimo tra i due protagonisti. Struggente e pieno di inquietudine.

Ciò che mi è piaciuto è il modo in cui la Yoshimoto sia riuscita, ancora una volta, a descrivere la condizione di solitudine e perdita dell’individuo usando uno stile asciutto che però non risulta mai algido. È importante il messaggio che questo romanzo vuole lanciare. Per quanto possa farci comodo rimanere rinchiusi nel nostro piccolo e statico giardino o proteggerci dietro uno scudo fatto di angosce e nevrosi, prima o poi bisogna uscire allo scoperto per poter dire di vivere davvero.

Un libro piccolo eppur profondo, racchiuso, da leggere con le dovute pause.

Consiglio questo libro a chi ama inoltrarsi completamente nei sentimenti dei personaggi, e a chi sa apprezzare le piccole cose della vita.

“La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.”

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