Follia di Patrick McGrath

Ho cominciato a leggere settimana scorsa Follia di Patrick McGrath, è stato un piacevole regalo del mio amico @chrom_vanadium che si è fatto qualche giorno di relax qui al sud. Sono arrivato quasi a metà libro, diciamo che lo leggo tranquillamente ma non sento ancora una particolare interazione con esso. ⠀
La copertina è da mozzare il fiato con un quadro di Pierre Soulages rispecchia in pieno il racconto che si intraprende. ⠀
È ambientato in #Inghilterra nel 1959 in un #manicomio #criminale vittoriano. Il testo è scorrevole e si fa leggere, narra della relazione segreta tra Stella moglie di uno psichiatra e Edgar Stark un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. McGrath lascia che le tensioni salgono lentamente verso gli apici, quasi da risultate incomprensibile…⠀

“Il cielo era terso, la brezza tiepida, e il mondo sotto di noi, le terrazze, il muro, gli acquitrini, tutto era buio e tranquillo sotto la luna.”⠀

«In Follia c’è sempre un’autorità che definisce chi è pazzo e chi non lo è. Questa autorità è lo psichiatra.»
«Tutti noi temiamo di avere un briciolo di follia. Per la maggior parte delle persone in questo periodo la sicurezza è più importante dell’intensità, la tranquillità più augurabile del rischio, la normalità è più ricercata della passione.»
«Penso che ci sia sempre il desiderio, anche se ne abbiamo paura: la letteratura è un modo, un mezzo per liberare questa voglia di follia.» – dall’intervista “L’amore come follia: incontro con Patrick McGrath” – Wuz.it, 1999Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.

«L’amore non è stato il mio tema preferito. Sono sempre stato più interessato alla follia, al disordine mentale: poi ho cominciato a capire che l’amore è proprio una forma di disturbo mentale.»

E voi lo avete mai letto? Ne avete mai sentito parlare? Ditemi la vostra a riguardo…⠀

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