Barbablù

Amélie Nothomb

Possono 120 pagine di un libro in edizione tascabile dimostrare quanto l’amore sia privo di senso? Possono.
A Amélie Nothomb ne sono bastate 118.


Staturnine è una ragazza in cerca di un appartamento a Parigi e la miglior offerta arriva proprio da Il Grande di Spagna don Elemirio Nibal y Milcar, in quale mette in affitto una stanza della sua ben poco umile dimora. La giovane donna accetta questa stravagante
convivenza ignara della scomparsa delle otto precedenti coinquiline. Anche dopo esser venuta a conoscenza di ciò, Saturnine decide senza timore restare, forse attratta dal pavimento del bagno riscaldato, forse per qualcosa di più.


Dialoghi sofisticati, a tratti erotici. Le parole sfiorano, toccano, affondando. Una partita di scherma senza bisogno di maschere.
Don Elemirio si dichiara innamorato di Saturnine già dalle prime pagine, un colpo di fulmine in un cielo non così sereno. Saturnine infatti mette costantemente in dubbio la buona fede del nobile, il quale le riserva storie più bizzarre che credibili.
Alla fine l’amore trionfa, ma il modo è del tutto inaspettato. L’autrice Amélie Nothomb ci regala un finale per nulla convenzionale, mostrandoci fino in fondo l’ossimoro tra l’eleganza della sua scrittura e la follia insita nell’amore puro.

A cura di Elena Zamboni

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