Moonlight Shadow

Di Banana Yoshimoto

Moonlight Shadow

Non posso più restare qui. Momento per momento vado avanti. È il flusso del tempo che non si può fermare, non posso farci niente. Io vado. Una carovana si ferma e un’altra riparte. Ci sono persone che potrò incontrare ancora, altre che non rivedrò più. Persone che passano senza che io me ne accorga, persone che incrocio appena. Man mano che li saluto, ho la sensazione di diventare più pura. Devo vivere guardando il fiume che scorre.

C’è un giorno, un giorno soltanto, in cui in condizioni particolari è possibile rivedere i propri cari defunti. Dicono che qualcuno è pure in grado di sentirli e parlar loro. Che sia possibile per Satsuki, che non riesce in alcun modo a scordare il ragazzo perduto, e Hiiragi, che per ricordare Yumiko ne indossa tutti i giorni la divisa alla marinara? La misteriosa Urara, che intuisce i numeri di telefono delle persone al primo sguardo, ne sembra convinta.



Moonlight shadow colpisce come tante storie di Banana Yoshimoto, va giù nei meandri delle tue emozioni. Ti fa emozionare, commuovere.
Una lettura che ha riconfermato che usare Kindle Unlimited mi può regalare brevi ma intense sensazioni soprattutto nel leggere le edizioni Feltrinelli zoom, conviene spendere quei 9,90€ al mese se poi si leggono tanti testi gratuiti come questo.

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“L’espressione di chi combatte con se stesso per non pensare alle persone perdute. Un’espressione che inconsapevolmente assumi quando brancoli nell’oscurità e a ogni ricordo la solitudine ti assale.”

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