Sotto la pressa del sole

“In altre città ero stato uno di Napoli, bastava agli altri e a me quella provenienza. A Napoli non mi era accreditata. Tra gli operai della mia lingua ero accolto come un forestiero. Ero per loro uno di altre città”

ritornato a Napoli per un amore, Erri De Luca si ritrova a rivivere la città dell’infanzia e della fanciullezza con altri occhi, gli occhi di un manovale che suda ogni giorno sotto la pressa del sole, che ritorna a casa con sottobraccio Viaggio al termine della notte, che conosce l’amore e la tentazione amara di accettare un conto che ci è presentato sotto spoglie ingannevoli.

sotto la pressa del sole 
 

Una lettura breve ma intensa, sopratutto per un Napoletano come me, condividere determinate esperienze è occasione di messa in confronto. È vero si è napoletani all’esterno di Napoli, ma quando si è in città la napoletanità sembra appartenere a chi condivide la vita delle stradine e dei quartieri malfamati.
Non esiste il tradito, il traditore, il giusto e l’empio, esiste l’amore finché dura e la città finché non crolla.

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